Su di me

Appassionata di arte, filosofia e movimento, mi avvicino allo yoga a diciotto anni, spinta da un profondo desiderio di ricerca interiore e crescita personale.

Il mio primo incontro è con il Kundalini Yoga, una pratica potente e sottile, radicata nella tradizione tantrica indiana, che mira ad attivare l’energia vitale e preparare corpo e mente ad accoglierla.

Per circa due anni seguo lezioni private, immergendomi nella disciplina e nei suoi insegnamenti trasformativi.


Ma in me arde una spinta naturale all’esplorazione. Questo mi porta ad aprirmi a diverse pratiche, ciascuna con il suo linguaggio, il suo ritmo, il suo messaggio.


Scopro il Bikram Yoga, con il suo calore avvolgente che scioglie e fortifica, e con il vigore fisico che mi permette di sentire il corpo nella sua pienezza.

Incontro l’Hatha Yoga, la radice solida e accessibile di tutto ciò che è venuto dopo — una pratica che accoglie e costruisce.

Il Pilates entra nella mia vita come uno strumento prezioso per sostenere e preparare il corpo alla pratica: una base funzionale, precisa, essenziale.

Infine, mi innamoro dell’Ashtanga Yoga, una sequenza intensa e rigorosa che studio in profondità, affascinata dalla sua struttura, dalla disciplina e dall’energia che genera.


Queste sono solo alcune delle pratiche che mi hanno accompagnata nel tempo, ognuna lasciando un’impronta unica nel mio corpo e nel mio cammino.

Lo yoga, per me, non è mai stato un’unica forma, ma un viaggio in continua evoluzione, un dialogo aperto tra tradizione e sperimentazione, tra corpo, mente e respiro.

Oggi vivo tra l’Umbria e la Toscana con la mia famiglia, dopo aver lasciato Roma, la mia città natale.

Il ritorno alla natura e al ritmo lento delle stagioni mi ha insegnato a riconoscere la bellezza nella semplicità e nel ciclo continuo di morte e rinascita.

Oltre al movimento, coltivo la scrittura e la pittura come forme di espressione.



Il mio metodo 

Il mio percorso nasce dallo yoga — Hatha, Vinyasa e Pranayama — ma si apre alla sperimentazione e al dialogo con altri linguaggi corporei: floor work, animal work, movimento libero, musica.

Per me il movimento è una vera e propria terapia, uno strumento di conoscenza e di consapevolezza profonda.

È un modo per ritrovare il contatto con il proprio corpo, attraversarlo, comprenderlo, fino a toccare — anche solo per un istante — il puro Sé.


Credo fortemente nel potere del respiro.

Le pratiche di pranayama che propongo sono vere e proprie sedute di respirazione consapevole: si impara a respirare, e così a stare.

Il respiro è il motore del movimento, la risorsa della vita, il ponte tra corpo e mente.


Le mie pratiche lavorano sulla costruzione, sulla conoscenza, sulla riscoperta e sulla liberazione.

L’intento è che ciò che accade sul tappetino non resti lì, ma diventi un modo di abitare il mondo: con più presenza, più radicamento, più apertura.


Non insegno soltanto yoga: creo spazi in cui le persone possano muoversi con intenzione, lasciarsi sorprendere, e magari — con delicatezza — ritrovarsi.


Ho una certificazione riconosciuta  a livello nazionale e internazionale  RYT 200 ore (Yoga Alliance USA) e CSEN 250 ore.